A Venezia, la celebre Piazza San Marco diventa il palcoscenico di un'installazione artistica che rovescia le prospettive tradizionali. L'intervento monumentale "Dreams in Transit", esposto sulla facciata delle Procuratie Vecchie, presenta cento ritratti fotografici che, invece di mostrare i volti, catturano le spalle di migranti, richiedenti asilo e rifugiati. Questa scelta estetica invita a una riflessione profonda sul loro percorso e sul loro futuro, posizionando lo spettatore in una posizione di osservazione insolita e potente. L'opera, nata dalla collaborazione tra Art for Action e The Human Safety Net, la fondazione del Gruppo Generali, si propone di umanizzare le narrazioni sulla migrazione, enfatizzando non l'esodo, ma l'approdo, e il viver quotidiano.
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A Venezia, fino al 7 settembre, l'arte incontra il sociale in Piazza San Marco
Nell'iconica Piazza San Marco, a Venezia, fino al 7 settembre, le Procuratie Vecchie ospitano "Dreams in Transit", un'imponente installazione fotografica ispirata al celebre progetto "Inside Out" dell'artista francese JR. Quest'opera singolare presenta cento ritratti, i quali, in un gesto simbolico e profondamente significativo, raffigurano le spalle di migranti, richiedenti asilo e rifugiati. Questa scelta artistica intende rivolgere lo sguardo del pubblico non al passato o al trauma, bensì al desiderio e alla direzione che queste persone scelgono per il proprio futuro. L'installazione è il frutto di una collaborazione sinergica tra la piattaforma curatoriale Art for Action e The Human Safety Net, la fondazione del Gruppo Generali, da sempre impegnata nel sostenere individui in situazioni di vulnerabilità.
L'esperienza artistica prosegue anche all'interno de La Casa di The Human Safety Net, situata nelle rinnovate Procuratie progettate da David Chipperfield, dove una mostra collettiva, visitabile fino a marzo 2026, espone le opere di artisti di fama internazionale come Ange Leccia, Leila Alaoui, Sarah Makharine e Lorraine de Sagazan. Queste opere esplorano il delicato e complesso tema di ciò che accade "dopo" la migrazione, mettendo in discussione i concetti di fuga ed esodo in favore di quelli di approdo e vita quotidiana. Amandine Lepoutre, presidente di Art for Action, ha sottolineato come l'avvicinamento a queste immagini permetta di "intuire le storie di queste persone", percependo il loro "sguardo rivolto al futuro". Gabriele Galateri di Genola, presidente della fondazione The Human Safety Net, ha evidenziato il "trucco visivo semplice ma potente" di mostrare le spalle, che evoca un desiderio di "direzione" e "possibilità", piuttosto che concentrarsi sull'origine o il trauma. L'opera si distingue per la sua sobrietà visiva: le fotografie, in bianco e nero e di formato uniforme, sono affisse senza fronzoli, presentando un "non-volto" che evita la retorica umanitaria e non sollecita compassione, ma invita a una profonda riflessione sulla relazione umana e sulla percezione della distanza.
Questa potente installazione artistica ci sfida a superare le narrazioni stereotipate sulla migrazione. Invece di cadere nella retorica della pietà, "Dreams in Transit" ci spinge a riconsiderare l'individuo oltre l'etichetta di "migrante". Mi porta a riflettere su come l'arte possa essere uno strumento essenziale per promuovere l'empatia e la comprensione, invitandoci a metterci nei panni dell'altro. Il fatto che l'installazione sia collocata in un luogo così emblematico come Piazza San Marco rafforza il suo messaggio, portando una questione globale al centro di un contesto storico e culturale di straordinaria importanza. Questo ci ricorda che le sfide migratorie non sono confinate ai margini della società, ma toccano il cuore della nostra identità collettiva.